L’assemblea di Sinistra Italiana veneziana tra impegno sociale e costruzione del Partito

sinistra al parco bissuopla

Sabato, nella bella arena all’aperto del Parco di Bissuola a Mestre, abbiamo partecipato alla prima assemblea aperta di Sinistra Italiana della provincia di Venezia.
E’ stata una occasione d’incontro molto importante, il primo passo per dare un contorno meno vago al percorso di costruzione del nuovo partito della sinistra che vedrà il prossimo dicembre il suo Congresso nazionale fondativo.
Il dato centrale, sottolineato da tutte e tutti gli intervenuti, è l’urgenza di mettere in campo un progetto, una organizzazione, ma anche una capacità di azione reale, che venga percepita come utile.
C’è bisogno di un confronto con la più larga fetta di società, partendo da quanti oggi a fronte della crisi vivono condizioni di sofferenza, spesso di estrema difficoltà e che sono i primi soggetti che devono riprendere parola, assumere un ruolo decisivo nella ricostruzione di un Partito accogliente, solidale, non burocratico e verticistico.
Dopo la breve presentazione del senso dell’iniziativa da parte di Mattia Orlando, segretario provinciale di SEL, molti interventi si sono soffermati su esperienze molto concrete di impegno.
Diana Zancarello, anima dello sportello sociale per il diritto alla casa, ha lanciato un appello per un maggior impegno. Qui non si parla di questioni astratte, ma di morosità di famiglie che non arrivano a fine mese, di resistenza agli sfratti, di case fatiscenti, di politiche che svendono il patrimonio pubblico e mirano a privatizzare il settore dell’edilizia popolare.
Gianni Foffano, animatore di Sinistra Italiana a Quarto d’Altino e operaio vetraio, sindacalista di fabbrica CGIL, parla dell’impegno avviato sul territorio (Gianni è candidato al rinnovo del Consiglio Comunale del prossimo giugno in una lista di cittadinanza attiva), ma anche della situazione nel mondo del lavoro. Racconta del suo licenziamento, del tentativo di cancellare la RSU di cui era animatore, della sua decisione di aprire una vertenza per la riassunzione e l’evidenza di dover fare i conti con le normative che demoliscono i diritti dei lavoratori volute dal governo Renzi.
Renata Mannise, insegnante veneziana, ha messo al centro la questione dell’attacco alla scuola pubblica descrivendo un quadretto abbastanza inquietante dell’operazione governativa verso una scuola di regime.
Fortunato Guarnieri, medico chirurgo per dieci anni sindaco di Chioggia, ha invece sottolineato il rapporto tra crisi, povertà e diritto alla salute.
Mauro Tosi, già dirigente nazionale e veneto del PRC, si è soffermato invece sulla necessità che finalmente si proceda a costruire un Partito forte, organizzato, Sinistra Italiana deve saper contenere le mille battaglie in corso, ma anche avere un proprio disegno programmatico. Un ruolo fondamentale dovrà avere la costruzione del Partito nei territori perché la dimensione nazionale non riproduca errori storici e storture derivate da centralismo e leaderismo.
Un giovane rappresentante di “Sanca Veneta”, movimento della sinistra indipendentista veneta, ha provato a spiegare il loro punto di vista sul referendum che in autunno chiamerà o veneti sui temi dell’autonomia. Spiegando che una sinistra che riparte dal basso non può non ripartire dall’idea del municipalismo, dell’autogoverno, delle comunità che si autodeterminano. Sono terreni che vanno strappati dal controllo leghista e che possono ergere barriera alle culture d’odio e razziste prevalenti. Sarà particolarmente simpatico vedere al prossimo gay pride di Treviso del 18 giugno, le bandiere con il “Leon de San Marco” frangiate con i colori arcobaleno.
Pietrangelo Pettenò, per anni riferimento della sinistra in Consiglio regionale, ha ricordato l’opportunità di legare la costruzione del nuovo soggetto alle iniziative sui temi sociali, ma anche sulle due importanti scadenze referendarie: sull’autonomia del Veneto, dove ha ricordato come le iniziative rischiano di essere strumentalizzate a fini propagandistici dalla destra leghista e che quindi non si possono consegnare a queste forze l’esclusiva dei temi dell’autonomia fiscale, delle radici culturali e comunitarie; sul referendum contro la modifica della Costituzione, impegno fondamentale per impedire lo stesso stravolgimento della democrazia nel nostro paese.
Flavio Albertini e Tony Marra, consiglieri di Municipalità di Mestre centro, si sono soffermati sui temi dibattuti in città, invitando tutte e tutti a non ritenere Brugnaro, sindaco della destra veneziana, come un confuso funambolo un po’ arrogante e un po’ incapace. Dietro questa immagine c’è una strategia molto concreta dagli effetti devastanti per il territorio e per i ceti popolari. Una idea di saccheggio, di svendita del bene comune.
Renato Cardazzo, per anni segretario veneto del PRC, ha ricordato la necessità di operare per ridurre la distanza tra soggetti sociali con i loro bisogni e politica sempre più aleatoria. Giustizia sociale, uguaglianza, solidarietà, rappresentano i nostri valori ma senza una loro traduzione che dimostri che hanno a che vedere con una possibile trasformazione di condizioni di vita e di lavoro, rimangono vuote alle orecchie di chi sta pagano le condizioni materiali della crisi. Ed il nostro è un territorio dove quotidianamente si chiudono aziende, si perdono posti di lavoro. Ed è dal lavoro che occorre ripartire. Serve un partito organizzato, democratico, dove i luoghi di decisione siano più vicini possibili ai luoghi dell’agire. Servono percorsi aperti, coinvolgenti, accoglienti, ma devono partire subito. Altrimenti gli spazi della sinistra, soprattutto nei settori più sottoposti al degrado materiale, lasceranno campo aperto al populismo nelle sue diverse forme.
Maria Cristina Paoletti, del comitato veneziano per la Costituzione, ha spiegato la centralità dell’iniziativa referendaria contro le modifiche Costituzionali, il portato dell’operazione del governo, la necessità di moltiplicare gli sforzi per raccogliere le firme, trasformandola in occasione per incontrare e parlare con molta gente. La grande macchina e le risorse a disposizione di Renzi, con il servilismo dei mezzi di informazione, sono una minaccia che non dobbiamo sottovalutare.
Gabriele Piasentini, vice presidente della Municipalità di Venezia centro storico, ha spiegato le ragioni della sua convinta adesione a Sinistra Italiana, un processo dal basso indispensabile. Ha sottolineato la situazione veneziana, la gestione autoritaria del sindaco che ha svuotato di ogni senso le Municipalità, avocando a se ogni decisione. Serve una forza politica capace di rimettere in moto e sostenere l’opposizione sociale e rivitalizzare le istituzioni del territorio, quelle più vicine ai cittadini.
Mattia Orlando, smettendo per un attimo i panni del coordinatore del dibattito, ha ricordato che non stiamo costruendo un percorso di persone prive di una propria esperienza personale, di un proprio vissuto.
Ha raccontato il suo lavoro con una cooperativa di fornitura alimentare ai ragazzi rinchiusi nel centro di accoglienza di Cona. Una situazione di inciviltà vergognosa. Saper contribuire con proposte, ma anche con la propria presenza fisica, al ripristino di condizioni di civiltà e umanità, significa costruire nel vivo della lotta una formazione politica che certamente avrà credibilità e consenso.
Giulio Marcon, deputato di Sinistra Italiana, ha ricostruito la situazione e la fase politica, spiegando le ragioni del processo lungo di formazione del nuovo soggetto politico della sinistra
Cristian Zara, assessore al Comune di Mirano del PRC, oggi promotore dei Sinistra Italiana nel miranese, ha ricordato che il lavoro istituzionale non è un aspetto secondario. Nei territori la gente ha bisogno di riferimenti e anche la dove si sviluppano vertenze, lotte, sui nodi del territorio, dell’ambiente, del lavoro, una sponda capace di far valere le ragioni dei ceti popolari è fondamentale.
Moreno Chinellato, di SEL con lunga esperienza nel mondo sindacale, ha ricordato che non si riuscirà a costruire nulla di buono senza una riflessione sugli errori fin qui commessi dalle esperienze della sinistra.
Serve una forza politica democratica, dove tutti si sentano a casa propria, con regole condivise.
Giacomo Nilandi, consigliere comunale della Sinistra per Mogliano, ha rivendicato la necessità che la sinistra abbia un proprio orizzonte di governo, un sano realismo sulla situazione reale di questa difficile fase, ma una capacità, a partire dalle istituzioni amministrative vicine ai cittadini, di saper promuovere e ottenere risultati che segnino sul concreto la differenza della sinistra.
Maria Pia Pizzolante del coordinamento nazionale di SI, ha portato il suo contributo. Non una sintesi ma l’impegno ad intrecciare i nostri ragionamenti, con le altre esperienze nel paese. Ha aggiornato i presenti sullo stato del percorso congressuale, uno spaccato intrecciato con la situazione politica, con le molte cose da fare. Non dovrà e non potrà essere la semplice somma di ciò che esisteva, dovrà motivare tante e tante persone, soprattutto i giovani.

Ovviamente questa la sintesi parziale, di cui ci scusiamo preventivamente, dell’Assemblea aperta di Sinistra Italiana veneziana.
Si è trattato di un buon avvio, ma è tempo di stringere.
Se si vuole costruire dal basso, occorre sostenere e stimolare la nascita di Comitati e gruppi nei territori, nelle aree cittadine, nelle scuole, sui luoghi di lavoro.
Occorre dare vita alla discussione per affinare i programmi e i progetti locali, per favorire il convergere di idee e azioni su scala provinciale e regionale, per contribuire al percorso nazionale.
Come detto più volte anche in assemblea, si parte con un lavoro il cui carattere non potrà che essere locale e nello stesso tempo globale, con la dimensione europea centrale.
Lo spazio c’è, il lavoro sarà certamente impegnativo.
Ma un partito non è una opinione, e necessita di una sistematica azione di costruzione, di raccolta di forze, di organizzazione.
I progetti, camminano con le gambe.

Precedente Sabato 21 maggio ore 14.30 - 18.30 Arena del Parco Bussola ASSEMBLEA APERTA DI SINISTRA ITALIANA VENEZIA Successivo NO alla riforma costituzionale LE LITURGIE NON SERVONO