Referendum costituzionale: votare NO è solo l’inizio

IMG_20161112_135138

Venetoasinistra, domani 4 dicembre 2016 in occasione del referendum costituzionale,  invita tutte e tutti a votare NO.
L’obiettivo del governo Renzi è  attraverso la “riforma” svuotare la Costituzione di  ogni riferimento di democrazia diretta.
Il capitalismo finanziario ha bisogno di regole che rendano possibile prendere decisioni impopolari evitando che la partecipazione popolare diventi un ostacolo.
Per questo si vogliono svuotare di ogni ruolo le istituzioni decentrate, si cancellano le Province e ora si vogliono togliere tutte le competenze alle Regioni.
Si vuole tenere in piedi un Senato che non avrà  rappresentanti votati dal popolo, ma nominati dalle segreterie dei partiti.
La riforma con la legge elettorale vigente, dovesse vincere la proposta di Renzi al referendum,  concederà  a chi governa tutti i poteri grazie ad un parlamento dove un unico partito avrà la maggioranza assoluta dei deputati, pur essendo una minoranza esigua nel paese.
Giustizia sociale, uguaglianza, il lavoro come un diritto che permette il riscatto delle classi sociali meno abienti, la pace… sono conquiste costate ai nostri nonni e genitori  anni di lotte e sacrifici.
La Costituzione nata dalla lotta di Liberazione  dal nazifascismo, pur se largamente inapplicata, ha consegnato un campo di valori e principi che hanno rappresentato l’entroterra per i conflitti sociali che hanno condotto il movimento popolare e dei lavoratori a grandi conquiste, come la scuola e la sanità  pubblica, lo statuto dei lavoratori, il diritto allo sciopero.
È questa una idea di democrazia  che concepisce il conflitto tra le classi come il sale dei rapporti sociali.
Non c’è nessuna modernità nel pensare ad una società governata da pochi.
La Costituzione va difesa, per gli sprechi e le vergogne del teatrino della politica bastano leggi ordinarie, che dimezzino gli stipendi dei parlamentari, che riducano anacronistici privilegi senza per questo ridurre la rappresentanza.
Con il NO al Referendum faremo il primo  importante passo.
Ma è chiaro che senza ricostruire un solido riferimento per i lavoratori, per i ceti popolari, la nostra  sarà solo una battaglia difensiva.
Oggi è  drammaticamente assente una proposta di alternativa di sistema, che torni a ridare speranza e concretezza ad una società  più giusta.
La sinistra italiana deve rompere con l’attendismo e con le liturgie, ridare progetti, percorsi certi e collettivi.
Senza organizzazione non è possibile nessun riscatto.

Precedente NO alla riforma costituzionale LE LITURGIE NON SERVONO Successivo Sinistra italiana, per una alternativa di sinistra