Solidarietà militante con il compagno Foffano e i lavoratori Venini e del vetro artistico di Murano GIU’ LE MANI DAI LAVORATORI, RITIRO IMMEDIATO DEI LICENZIAMENTI

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Non è accettabile che la crisi diventi alibi dei padroni per finte ristrutturazioni, con l’unico obiettivo di ridurre i dipendenti, eliminare i quadri sindacali non in vendita,  sfruttare ogni meccanismo fornito dalle politiche del governo Renzi di smantellamento dei diritti per aver mano libera, oramai convinti di poter impuniti far strame dei lavoratori
E’ il caso delle Vetrerie Venini di Murano, storico marchio veneziano, espressione per anni dei prodotti di lusso, un marchio prestigioso definito con enfasi la “Ferrari del vetro d’arte”.
Nel 2016 la famiglia Damiani ha raggiunto l’accordo per l’acquisizione della quota di maggioranza del capitale sociale di Venini (60 % di azioni, mentre il 40 rimaneva di proprietà Chimento); nei giorni scorsi Giancarlo Chimento Presidente e socio di Venini aveva dichiarato: “La famiglia Damiani è il partner giusto: i valori comuni, la conoscenza del mondo del lusso e l’essere ambasciatore della migliore tradizione orafa made in Italy nel mondo garantiranno un sicuro sviluppo e una crescita della società anche a livello internazionale”.
Ma quando oggi questi padroni classici (nel vero senso del concetto di classe, ovvero gli eredi delle ferriere), parlano di sviluppo e crescita della società, è evidente che non parlino di investimenti per rilanciare il lavoro è l’ occupazionale, bensì esclusivamente dei loro profitti.
Infatti fin dal gennaio 2016 l’Azienda aveva proposto una taglio del personale e il dottor  Viola Giuseppe della Damiani, aveva convocato 14 lavoratori per proporre una indennità di uscita in mobilità volontaria. Trattandosi di lavoratori ben distanti dall’età pensionabile, ovviamente i rappresentanti dei lavoratori respingevano la proposta e gli stessi dipendenti, chiamati ad esprimersi sulla questione, bocciavano la proposta di mobilità, ricordando che per altri due anni l’Azienda avrebbe potuto ricorrere agli ammortizzatori sociali (Cigs e contratti di solidarietà),
Martedì 22 marzo veniva nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione dell’Azienda e il nuovo Amministratore delegato Giuseppe Viola procedeva  a licenziare per “giustificato motivo oggettivo”  4 lavoratori, con un atto unilaterale, senza nemmeno consultare la Rsu.
Inutile dire che di oggettivo e giustificato non c’è ben nulla. Tra i licenziati  anche Gianni Foffano,  il più tenace rappresentante  della RSU di fabbrica, militante della CGIL  e compagno di Sinistra Italiana, da tempo sottoposto in azienda a pressioni e provocazioni.
Una decisione che ovviamente si caratterizza per voler estromettere il sindacato dall’Azienda, per poi procedere indisturbati all’ulteriore taglio massiccio del personale. La risposta dei lavoratori è stata forte e immediata e martedi 29 marzo hanno proclamato lo sciopero di otto ore con picchetto davanti all’azienda, con adesione pressoché totale.
Sarà una battaglia dura, ma la Cgil, dopo anni di politiche attente alla delicata situazione del vetro nel distretto di Murano, non sembra disposta a recedere e chiede il ritiro immediato dei licenziamenti.
Da parte nostra va tutta la solidarietà ai lavoratori. A Gianni che da anni con noi ha animato mille iniziative di impegno politico e sociale, sempre dalla parte dei lavoratori, dei ceti popolari, confermiamo il nostro impegno militante. La sua lotta, quella dei suoi compagni di lavoro è la nostra lotta.
La Venini Damiani pensa di poter tranquillamente procedere a politiche di delocalizzazione, esternalizzazioni, frantumazione contrattuale dei dipendenti, usare il marchio che l’arte dei maestri e dei lavoratori ha reso grande nel mondo pensando solo ai loro profitti facili?
E’ bene che questi signori sappiano fin d’ora che, proprio in nome della tradizione che spesso si sbandiera con retorica e che null’altro è che la storia della civiltà e dignità del lavoro, siamo pronti a dare battaglia, proprio sul terreno internazionale.
È bene che si sappia qual’è la condotta etica e sociale di questa Azienda che pretende di vendere al mondo il marchio di Venezia.

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