VENETO: CENTRALISMI DI CASA NOSTRA


Primi passi dopo l’ubriacatura del referendum per l’autonomia.
In queste ore si sta approvando in Consiglio regionale la proposta di legge (Pdl) per la riorganizzazione degli ATER – ERP (edilizia residenziale pubblica).
Dalla discussione istituzionale ci pare di aver capito che:
– la Pdl prevede che il Consiglio regionale si privi di qualsiasi competenza (concreta) e deleghi tutte le prerogative alla Giunta regionale;
– propone un Consiglio di Amministrazione degli Ater (che detta in soldoni dovrebbe essere l’edilizia popolare nei territori) senza la presenza dei rappresentanti delle amministrazioni Comunali. In compenso i Consigli di Amministrazione delle Ater saranno portati a sette, uno per provincia, con tre rappresentanti ciascuno.
– Il compenso sarà stabilito dalla Giunta regionale, ma a conti fatti sarà una spesa complessiva che equivarrà al costo di sette consiglieri regionali.
Ricordiamo che da tempo si era proposta l’abolizione del carrozzone Ater regionale, proponendo che le competenze fossero consegnate ai Comuni, ma la moralità in politica e la lotta agli sprechi se ne è andata in soffitta.
Altro che autonomia come decentramento dei poteri verso il basso, si governa il Veneto con la peggiore logica ultra centralista.
Per dare poi un certo tono e rimanere “sul pezzo”, la Pdl non perde l’occasione di fare l’occhiolino all’intestino xenofobo.
Ecco allora il testo emulare le leggi razziali, prevedendo graduatorie non fondate sulla situazione economica delle famiglie e privilegiando le situazioni di criticità reale e documentabile, ma discriminando chi non abbia il requisito di “veneto doc” (residenti da almeno 10, 20, 30 anni nel Veneto).
Vedremo quanto il confronto in aula consiliare potrà modificare questa legge, anche se l’assenza di una vera opposizione rende difficile pensare a qualche modifica.
Altro che autodeterminazione, diritto al controllo popolare, autogoverno.
Ma sulla questione dell’edilizia popolare non è facile distogliere l’attenzione con lo sventolio del gonfalone del povero leone.
Qui, nel Veneto dell’orgoglio, si parla di:
– 2744 sfratti eseguiti nel 2016 di cui l’80% per morosità (di chi sta pagando i costi di una crisi che nel dibattito delle istituzioni venete è scomparsa);
– c.a. 3000 nuovi sfratti già notificati;
– oltre 6000 richieste di sfratto.
Chi come noi detesta il centralismo e si batte per il diritto all’autogoverno e rivendica spazi di democrazia diretta e di protagonismo sociale sulle decisioni da assumere e sulle scelte che riguardano il futuro delle comunità e dei territori, non può che indicare proprio in coloro che oggi governano il Veneto come i peggiori nemici.

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